Con il clima che si sta delineando dalle nostre parti, là fuori c’è veramente poco che possa rallegrarci. Grande caldo, umidità… Il nostro meteo ci sta ponendo dei veri challenge. E solo un’attenta osservazione dei consigli che la scienza ci offre può darci una mano. La nuova condizione climatica verso cui ci stiamo muovendo è l’habitat ideale per virus con i quali stiamo solo ora imparando a fare i conti. I principali vettori sono gli insetti, principalmente le zanzare, prima stagionali e ora presenti per la maggior parte dell’anno in quasi tutte le regioni.
Mentre la West Nile continua a imperversare negli States, è notizia di questi giorni il ritrovamento di insetti infetti in ben cinque stati – Arkansas, Indiana, Michigan, California e Utah, in Italia Il Ministero della Salute ha diffuso in questi giorni una nota informativa indirizzata a tutti i veterinari in sui si segnala che nel mese di agosto è stata rilevata anche da noi la presenza del virus Shamonda (SHAV). Già circolante in Europa, il Ministero ha riportato che i casi rilevati riguardano al momento alcuni bovini da latte nel nord Italia ed altri che sono arrivati dalla Francia.
Ma ha anche precisato che può interessare anche i cavalli che possono sviluppare un’infezione con grave sintomatologia neurologica.
A differenza della West Nile, Shamonda non sembrerebbe trasmissibile all’uomo ma per i cavalli è pericolosa. Oltre tutto al momento non esiste un vaccino e quindi l’unica profilassi che abbiamo a disposizione riguarda il contenimento degli insetti con interventi sugli ambienti e con un uso prolungato di insettorepellenti.
‘Catalogato’ per la prima volta negli Anni ’60 in Nigeria, Shamonda è ‘spuntato’ in Europa quest’anno, interessando, prima di noi, Austria, Belgio, Francia, Germania, Liechtenstein, Paesi Bassi e Svizzera.
Dal Ministero giunge la rassicurazione che il ‘nuovo’ virus non avrebbe alcun impatto sulla salute pubblica, in particolare per quanto riguarda il consumo di latte o carne.
Contromisure comuni
West Nile, Shamonda e perfino il temutissimo Screewworm hanno un nemico comune molto temuto: il controllo e la disinfezione ambientale. Insetti e larve non amano ambienti puliti e disinfettati. E soprattutto per proliferare hanno necessità di acqua stagnante.
Quindi, i primi interventi per un ambiente meno ospitale per gli insetti sono tutti nelle nostre mani. Via i ristagni d’acqua. Pulizia accusata degli ambienti. Uso di insettorepellenti e insetticidi (ne esistono anche di non dannosi per gli animali) per il terreno e ambientali. Gestione della letamaia.
Laddove c’è la disponibilità di proteggere il cavallo con un vaccino, è una strada fortemente raccomandata da moltissimi esperti. I cavalli vanno testati e se privi di anticorpi verso un particolare virus (come nel caso della West Nile) si può procedere al vaccino. Il possibile incontro con il virus sarà sicuramente meno ‘faticoso’ per l’organismo che si presenterà all’appuntamento già attrezzato per la propria difesa.
Non affidiamoci alla stagionalità degli insetti. Con le variazioni climatiche molti si sono adattati e rimangono attivi anche in mesi in cui prima non se ne vedeva traccia.






















